I SEGNI E LE PAROLE CHIAVE PER VIVERE LA QUARESIMA
Oggi 14 Febbraio con il Mercoledì delle Ceneri comincia la Quaresima, il tempo che la Liturgia indica come preparazione alla Pasqua, culmine dell’Anno liturgico e della vita di ogni cristiano. La Quaresima è un cammino, un itinerario di quaranta giorni che ci dovrebbe condurre al Triduo Pasquale con un cambiamento interiore e di pentimento che “annuncia e realizza la possibilità di tornare al Signore con tutto il cuore e con tutta la vita”, ricorda papa Francesco nel Messaggio per la Quaresima 2018.
Perché Quaranta
Quaranta è un numero altamente simbolico. Esso intanto richiama i quaranta giorni che il Signore visse nel deserto osservando il digiuno prima di intraprendere il suo ministero pubblico.
Quaranta è in genere il numero con cui nella Bibbia (sia nel Primo che nel Nuovo Testamento) si indicano i momenti più importanti in cui il popolo di Dio fa esperienza di fede. Tutti questi momenti portano sempre con se il tempo dell’attesa, della purificazione, del ritorno al Signore, della consapevolezza che Dio è fedele alle sue promesse.
Quaranta sono i giorni del diluvio universale, i giorni passati da Mosè sul monte Sinai, gli anni in cui il popolo di Israele compie il suo pellegrinaggio nel deserto prima di arrivare alla Terra Promessa, i giorni che il profeta Elia impiega per arrivare sul monte Oreb, i giorni che Ninive ha per convertirsi dopo la predicazione di Giona.
Nei Vangeli sono quaranta i giorni che Gesù impiega per istruire i suoi dopo la Resurrezione e prima di ascendere al cielo e inviare lo Spirito Santo.
La Quaresima ha proprio questo significato: “accompagnare Gesù che sale a Gerusalemme, luogo del compimento del suo mistero di passione, morte e risurrezione e ricorda che la vita cristiana è una via da percorrere, consistente non tanto in una legge da osservare, ma nella persona stessa di Cristo, da incontrare, da accogliere, da seguire” [Benedetto XVI, Quaresima 2011].
Le ceneri
Il Mercoledì delle Ceneri è uno dei momenti più importanti di tutto l’anno liturgico. In esso si pratica il digiuno e l’astensione dalle carni, come il Venerdì Santo, mentre in tutti Venerdì di Quaresima si osserva solo l’astensione delle carni. Il digiuno si osserva perché con essi il cristiano può vincere le proprie passioni ed elevare lo spirito.
Il gesto, per così dire, più famoso del Mercoledì delle Ceneri – da cui il nome – è l’aspersione delle ceneri sul capo di chi si presenta all’altare; le ceneri sono ricavate bruciando i rami di ulivo benedetti nella Domenica delle Palme dell’anno precedente. Il significato delle ceneri sul capo sottolinea la condizione di creatura dei ricevente e lo invitano alla penitenza. La formula pronunciata dal sacerdote al momento dell’aspersione è: “Convertitevi e credete al Vangelo” oppure “Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai”.
Vale la pena ricordare che nel rito ambrosiano non viene celebrato il Mercoledì delle Ceneri perché la Quaresima inizia Domenica 18 febbraio quando vengono imposte le ceneri durante le Messe.
Segni fondamentali: digiuno, elemosina, preghiera
Le pratiche fondamentali della Quaresima sono il digiuno, l’elemosina e la preghiera.
Per digiuno si intende naturalmente l’astensione dal cibo. Tuttavia ormai da tempo esso ha uno spettro di significato più ampio ed è, in generale, un invito a condurre una vita più sobria in tutti i suoi aspetti. Il papa, nel suo messaggio, dice che il digiuno “costituisce un’importante occasione di crescita”, perché “ci permette di sperimentare ciò che provano quanti mancano anche dello stretto necessario e ci fa più attenti a Dio e al prossimo ridestando la volontà di obbedire a Dio che, solo, sazia la nostra fame”.
L’elemosina. “Quanto ciascun cristiano è tenuto a fare in ogni tempo, deve ora praticarlo con maggiore sollecitudine e devozione, perché si adempia la norma apostolica del digiuno quaresimale consistente nell’astinenza non solo dai cibi, ma anche e soprattutto dai peccati. A questi doverosi e santi digiuni, poi, nessuna opera si può associare più utilmente dell’elemosina, la quale sotto il nome unico di misericordia abbraccia molte opere buone” [San Leone Magno].
Infine la preghiera. “Dedicando più tempo alla preghiera, permettiamo al nostro cuore di scoprire le menzogne segrete con le quali inganniamo noi stessi”, dice Papa Francesco.
La liturgia
La liturgia prevede per questo periodo dei segni molto semplici ma che sono molto significativi per comprendere il significato della Quaresima. Come per l’Avvento, i paramenti sacerdotali diventano viola per indicare un sincero cammino di conversione. L’altare non è ornato di fiori; non si recita il “Gloria" e non si canta l’"Alleluia". La quarta domenica è la “Domenica Laetare”, la domenica della gioia, in cui cambiano i paramenti (che diventano color rosa), possono tornare i fiori sull’altare e l’uso degli strumenti per il canto.
24 ore per il Signore
Anche quest’anno il Papa rinnova un’iniziativa a lui cara - “24 ore per il Signore” - che avrà luogo venerdì 9 e sabato 10 marzo. In ogni diocesi almeno una chiesa rimarrà aperta per 24 ore consecutive, offrendo la possibilità della preghiera di adorazione e della Confessione sacramentale.