ADORAZIONE EUCARISTICA - GIOVEDI' SANTO



Adorazione Eucaristica
Giovedì Santo 

 


 
CANTO: Davanti al Re 
 
Sacerdote: L’adorazione di questa sera, prolungamento dell’Eucaristia che abbiamo celebrato, ci invita ad inchinarci davanti alla presenza viva di Gesù, che ha piegato le sue ginocchia davanti ai nostri piedi per comunicarci tutto il Suo Amore. Chiediamo al Signore la grazia di poter, anche noi, piegare le nostre ginocchia davanti ai nostri fratelli, per saper imitare il Suo servizio e il dono che Egli ha fatto della sua vita. 
 
 
Sac. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Tutti Amen!

Sac. Dio, nostro Padre, vogliamo innalzare un grande inno di grazie al tuo amore in Cristo Gesù: è nel suo sacrificio che tu ci hai rivelato il tuo amore senza limiti e nella sua risurrezione ci hai ridonato la vita.     

Sac. Noi ti adoriamo, Cristo Gesù! Pur essendo di natura divina, non hai considerato un tesoro geloso la tua uguaglianza con Dio; ma ti sei spogliato di te stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile a noi uomini. Ci hai dato l’esempio del servizio umiliandoti e facendoti obbediente fino alla morte e alla morte di croce.     

Sac.  Gloria a te, Spirito Santo! Tu, Amore del Padre, hai risvegliato il Figlio dalla morte. Tu che sei Dio con il Padre, Lo hai esaltato e gli hai dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome.    
 

Sac. E ora le nostre ginocchia si piegano dinanzi al tuo mistero di amore, o Santa Trinità. Ogni creatura animata dallo Spirito Santo si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre.   

 

Pausa di silenzio 
 
Dal Vangelo di Giovanni 

Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era giunta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine. Mentre cenavano, quando già il diavolo aveva messo in cuore a Giuda Iscariota, figlio di Simone, di tradirlo, Gesù sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti e, preso un asciugatoio, se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugatoio di cui si era cinto.  
 
RIFLESSIONE 

Gesù sa che sta per passare da questo mondo al Padre. Il verbo “sapere”, ripetuto con insistenza in questo brano del Vangelo, vuole mettere in rilievo la piena consapevolezza e la totale adesione alla volontà del Padre con cui Gesù affronta la Passione.  È l’ora della più grande prova del suo amore; è l’ora della più drammatica “consegna” che sia mai avvenuta, perché si tratta di un Dio che si consegna agli uomini. L’amore vero non esita a mettere a rischio anche la propria vita. Gesù corre questo rischio fino in fondo. Sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani, compie proprio lui, il Maestro e il Signore, il gesto del servizio più umile. Quale paradosso! Egli ha tutto nelle sue mani e si china a compiere un servizio che nella società di quel tempo era assegnato agli schiavi. 
 
 
 
RIFLESSIONE 

Che cosa significa «si alzò da tavola...»?
La tavola è l’eucaristia…Essa non sopporta la sedentarietà. Non possiamo rimanere comodamente seduti tra i banchi della chiesa: la Messa è una forza che spinge fuori! 
Prima è una forza centripeta che ci raduna; poi diventa una forza centrifuga, che ci sbatte fuori. La Messa obbliga ad abbandonare la tavola; sollecita all’azione; ci stimola ad investire il fuoco che abbiamo ricevuto in gesti di testimonianza, proprio come i due di Emmaus, come gli undici invitati da Gesù ad uscire dal cenacolo e a recarsi in Galilea, come i discepoli sul monte degli ulivi dopo che Lui è asceso al cielo. 
Se non ci si alza da tavola, l’Eucaristia resta un sacramento incompiuto. Sedendo a tavola con Cristo, lui ci consegna il suo amore. Alzandoci da tavola con Lui, ci insegna a servire per amore. 
 


Pausa di silenzio   

 

CANTO: Voglio adorare te  
 
Dal Vangelo di Giovanni 
Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci, ma lo capirai dopo». Gli disse Simon Pietro: «Non mi laverai mai i piedi!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i piedi, ma anche le mani e il capo!». Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto mondo; e voi siete mondi, ma non tutti». Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete mondi». 
 


RIFLESSIONE 

Quel silenzio carico di stupore che accompagna il gesto di Gesù, ritmato per dodici volte dal tintinnare dell’acqua nel catino, improvvisamente è rotto dalla voce di Pietro: «Signore, tu lavi i piedi a me?». «Se non ti laverò non avrai parte con me» - gli risponde Gesù. È il mistero racchiuso nella storia di ogni vocazione: aver parte con Lui!  
 
RIFLESSIONE 

Con la lavanda dei piedi, Gesù, si offre come modello del servizio, come icona della carità. I discepoli devono ricevere questo servizio per diventare a loro volta capaci di compierlo per gli altri: se non ti laverò non diventerai capace di amare come io amo, non diventerai capace di servire come io sono venuto a servire, non diventerai capace di lavare i piedi ai tuoi fratelli, di purificarli, di servire i tuoi fratelli fino a dare la tua vita per loro. Pietro allora si arrende. Capirai dopo, aggiunge Gesù.… Quante cose bisogna accettare con spirito di fede e con pazienza, aspettando di capire dopo! 

 

 Pausa di silenzio 
 
Tutti:  Signore,
fa di noi persone capaci di servire.
Mettici al servizio dei nostri fratelli e sorelle più soli,
più emarginati, più bisognosi di cure e di aiuto.
Dà loro il pane quotidiano insieme al nostro amore
pieno di comprensione, di pace, di gioia.
Signore,
fa' di noi persone capaci di servire, 
per portare l'amore dove c'è l'odio,
lo spirito del perdono dove c'è l'ingiustizia,
l'armonia dove c'è la discordia,
la verità dove c'è l'errore,
la fede dove c'è il dubbio,
la speranza dove c'è la disperazione, 
la luce dove ci sono ombre,
e la gioia dove c'è la tristezza.
Signore,
fa' di noi persone capaci di servire
e di vivere solo dell'amore che tu ci doni. 

 


CANTO: Sono qui a lodarti     

Dal Vangelo di Giovanni 

Quando dunque ebbe lavato loro i piedi e riprese le vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Sapete ciò che vi ho fatto? Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri. Vi ho dato infatti l’esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi. In verità, in verità vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un apostolo è più grande di chi lo ha mandato. Sapendo queste cose, sarete beati se le metterete in pratica.   

 

RIFLESSIONE 

Gli uni gli altri. A vicenda, cioè … scambievolmente. Questo è l’esempio che ci ha dato e ci ha lasciato Gesù. Questo vuol dire che la prima attenzione, non in ordine di tempo, quanto in ordine di logica, dobbiamo esprimerla all’interno della nostra Chiesa, servendo i fratelli e lasciandoci servire da loro. 
 
RIFLESSIONE 

Spendersi per i poveri, va bene. Abilitarsi come comunità cristiana a lavare i piedi di coloro che sono esclusi ed emarginati da tutti i banchetti della vita, va meglio. Ma prima ancora di coloro che ordinariamente stazionano fuori del cenacolo, ci sono coloro che condividono con noi la casa, la mensa, il tempio, la Parola. Dice don Tonino Bello: «Solo quando hanno asciugato le caviglie dei nostri fratelli, le nostre mani potranno fare miracoli sui polpacci degli altri senza graffiarli». 
 
Pausa di silenzio  
 
Tutti Gesù ci hai dato l’esempio perché impariamo ad amare e a servire come hai fatto Tu. Il tuo Corpo e il tuo Sangue sono per noi una sorgente di vita, il segno di una tenerezza smisurata.  Rendici testimoni sinceri dei tuoi doni.

 

  
CANTO: Servire e amare 
 
Sac. Il Signore Gesù ci insegna che amare è servire, donare la vita.   
Solo la fedeltà a questa fondamentale vocazione può darci la gioia dell’incontro con Lui   
e la pace nel rapporto con gli altri.
Preghiamo per esser degni della nostra chiamata.   

Lett. Ripetiamo insieme:
Ascoltaci, o Signore   

Lett. Padre Santo, che ci hai dato il tuo Figlio come pastore e guida delle nostre anime, assisti il nostro Papa Francesco, il nostro Vescovo, tutti i sacerdoti e le comunità che hai loro affidato, perché non manchi al gregge la sollecitudine dei pastori e al pastore la docilità del gregge. Preghiamo. 
 
Lett. Conferma nella vocazione i religiosi, le religiose e tutti i consacrati, che hanno lasciato tutto per seguire il Cristo tuo Figlio, fa’ che siano un vangelo vivente sulle strade del mondo e una prova autentica della santità della Chiesa. Preghiamo.   

Lett. Dona a tutti i laici di collaborare con Te per trasformare il mondo con il tuo amore, perché la nostra città terrena progredisca nella giustizia, nella fraternità e nella pace. Preghiamo.   

Lett. Per i giovani e per quanti udranno il tuo invito a seguirti più da vicino nella professione dei consigli evangelici, affinché aprano il loro cuore alla tua voce amica che li chiama, siano animati dal tuo Spirito di discernimento e scoprano la bellezza e la grandezza della vita sacerdotale, religiosa e missionaria. Preghiamo.   
 

Lett. Ascolta, o Padre, la nostra preghiera per i capi di stato e per i politici, per i responsabili dell’economia e della finanza: abbiano a cuore il bene dei popoli e non dimentichino le attese dei più miseri e svantaggiati. Preghiamo.   

Lett. O Dio, creatore e custode dell’amore sponsale, che hai mirabilmente istituito il matrimonio alla luce del mistero di Cristo e della Chiesa, concedi a tutti gli sposi, da Te uniti con un vincolo perenne e fecondo, di essere generosi ministri della tua carità e di educare i figli con vigile cura secondo lo spirito del Vangelo. Preghiamo 
 
Sac. In quest’ora nel Getsemani, il Signore Gesù rinnovò il suo “Sì” obbediente e sofferto al disegno di amore del Padre: amò i suoi fino alla fine. Rinnoviamo la nostra unità nello Spirito e, con la consapevolezza di essere figli nel Figlio, rivolgiamoci al Padre con le parole che Gesù ci ha insegnato:   

 

Tutti Padre nostro… 
 
Sac. Signore Gesù, Tu ci hai chiamati a seguirti per portare a tutti gli uomini il Vangelo di salvezza.   Ci hai dato l’esempio: con i fianchi cinti dal grembiule, il catino e la brocca nelle mani,  eccoci pronti a rinnovare davanti a te la nostra disponibilità ad essere servi come te. Il tuo Corpo spezzato e il tuo Sangue versato siano sempre alimento di vita e dono di salvezza.   Tu donaci la grazia di perseverare e conservaci nel tuo amore ora e per tutti i giorni della nostra vita.  Tu sei Dio e vivi e regni con Dio Padre, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. 

Tutti Amen!   

CANTO: Lui verrà e ti salverà